IL MARCIAPIEDE....
Ciao sono Pamela e la storia che vi sto per raccontare ha sconvolto la mia vita sessuale.
Tutto è avvenuto dopo una richiesta di mio marito, quando una sera avvicinandosi mi chiese se mi andava di prostituirti per qualche notte.
-Tanto lo so che dentro ti senti una puttana! – mi disse. Nonostante siamo una coppia molto aperta, sono rimasta allibita alla sua richiesta, la mia testa urlava che NO non voleva fare la prostituta ma la mia bocca ha pronunciato un fragile sì.
Ed è stato così che mi sono ritrovata, dopo qualche giorno, con un vestitino molto corto e il trucco un po’ pesante. Gli accordi erano chiari: lui mi avrebbe lasciata sul marciapiede, dopodiché avrebbe fatto il giro dell’isolato e poi mi avrebbe caricata in macchina, come una battonascopata in machina.
Arrivati a destinazione, mio marito mi ha lasciata lì e non appena l’auto ha girato l’angolo il cuore mi stava esplodendo, non so se per la paura o per l’eccitazione, fatto sta che poco dopo Ivan, mio marito, si è presentato davanti a me, mi ha chiesto quanto volevo e mi ha fatta salire in macchina.
Pensavo che la sua perversione finisse lì, che mi voleva solo vedere su un marciapiede vestita da troia, e invece mi ha detto che ormai che eravamo in quella situazione mi voleva scopare come si scopa una vera puttana.
Visto il mio stato di eccitazione naturalmente non ho obiettato. Percorsi qualche centinaio di metri giriamo in una stradina buia, fermiamo la macchina e, in preda alla voglia, mi sono chinata sui suoi jeans, li ho subito sbottonati e ho preso il suo cazzo in bocca e ho cominciato a succhiarlo dalla cappella alle palle, uhmmm che bontà, mi sentivo sporca ma allo stesso tempo molto eccitata;
dopo averlo ben lubrificato con la mia saliva mi sono messa a cavalcioni su di lui e mi sono impalata con forza e fino in fondo.
Il suo cazzo entrava e usciva con potenza nella mia vagina procurando dei rumorini molto eccitanti; in quella posizione Ivan ne ha subito approfittato per mordermi i seni e i capezzoli e contemporaneamente infilarmi due dita nel buchetto, dilatandomelo ben bene.
Eravamo in una stradina isolata ma il pensiero che qualche passante o qualche macchina ci potessero vedere mi faceva salire l’eccitazione alle stelle, e più Ivan mi sussurrava all’orecchio che ero una puttana, la sua puttana, più io acceleravo i movimenti per godermi il cazzo fino in fondo.
Più scendevo e più affondava dentro le mie carni le sue dita, più salivo e più mi torturava i capezzoli con linguate e morsi.
Siamo andati avanti non so per quanto tempo; tutto intorno a me girava, io ormai ero in preda al delirio, gridavo, e alle sue dita ho aggiunto altre due delle mie dentro il mio culo.
In quel momento Ivan non ha più resistito, ha aperto lo sportello mi ha fatto scendere dalla macchina e mi ha stesa sul cofano, mi ha spalancato le cosce e mi ha scopata violentemente.
A ogni suo colpo possente i mie seni sobbalzavano; i suoi colpi erano sempre più forti e profondi, godevo come una matta, ma adesso avevo voglia di altro; l' ho spinto via, sono scesa dal cofano e mi sono girata mettendomi alla pecorina, con le mani mi sono allargate le natiche e quel porco non ci ha pensato un attimo di più; ha puntato la cappella sulla mia rondella, ha spinto con forza ed è entrato in profondità.
Questa volta ho urlato anche dal dolore, ma non ci ha fatto molto caso perché ha continuato a martellarmi il buchino.
I suoi colpi mi scombussolavano e adesso le mie urla erano solo di piacere, così ho stretto e ho deciso di farmi schizzare dentro e ho iniziato quello che mio marito chiama massaggio anale, ovvero ho preso a stringere e rilasciare il mio sfintere per svariate volte, con la sensazione piacevole di stretto\largo che fa impazzire il mio porco;
infatti non ci ha messo molto a scoparmi come una furia, fino a quando si è irrigidito ed è esploso dentro il mio culo inondandomi di sperma.
Abbiamo goduto entrambi urlando, il suo cazzo è uscito dal mio culo facendomi colare un po’ di sperma sulle cosce; ho baciato mio marito, mi sono abbassata il vestitino e siamo tornati a casa più innamorati che mai.
Quella serata è stata proprio uno stravolgimento totale che mi ha segnato;
infatti, qualche sera dopo, ho riproposto la trasgressiva avventura a mio marito, che ha accettato volentieri dicendomi che sono sempre la solita puttana da marciapiede, e così la sera stessa mi sono ritrovata lì, stavolta un po’ più svestita e un po’ più truccata.
Arrivati alla solita postazione sono scesa dalla macchina e lui è ripartito ed è sparito dietro l’angolo.
Aspettavo impaziente che rispuntasse dall’angolo opposto per farmi scopare di nuovo come l’ultima delle puttane, ma mentre fantasticavo su come farmi riempire da mio marito si avvicina un’altra macchina, non era mio marito…
Era un altro uomo, un bell’uomo, aveva del fascino.
Abbassa il finestrino, mi guarda bene e con uno sguardo molto accattivante mi chiede quanto prendessi per fare l’amore con lui… Il cuore ha cominciato a battermi all’impazzata, non per la paura, né per l’imbarazzo, ma per la consapevolezza della troia e puttana che c’è in me.
Allora mi guardo intorno, guardo quell’uomo misterioso e carismatico e decido...
Apro lo sportello e……
*regista: raccontaci anche il seguito....






