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- seguito del racconto " Come una puttana da marciapiede" -

Una strada senza uscita...


Apro lo sportello e entro in quella macchina lussuosa con alla guida quell’uomo affascinante e carismatico; non riuscivo a staccare lo sguardo da lui; mi aveva catturato con i suoi modi gentili e misteriosi.

Lui deve aver capito che non facevo la puttana per professione ma per piacere, perché ha cominciato a fare delle domande sul come lavorassi e su quale marciapiede mi mettevo di solito la sera, io rispondevo vagamente…la mia testa già fantasticava su quello che sarebbe accaduto dopo, chissà se sarebbe stato violento nello scoparmi come mio marito o un po’ più dolce e sensuale.

Dopo qualche minuto ci siamo fermati alla fine di una strada senza uscita, mi sentivo davvero in trappola, sapere che ero tra le mani di quell’uomo misterioso e non poter fuggire quando volevo mi faceva salire il sangue alla testa e mi eccitava come una matta. Gianfilippo, questo era il suo nome, mi ha accarezzato una gamba, mi ha fatto i complimenti per la mia morbidezza ed è pian piano risalito verso la mia fica, che come al solito, era fradicia di piacere.

Appena ho sentito il contatto il mio corpo ha cominciato a vibrare, lui ne ha approfittato subito e durante un mio fremito mi ha infilato due dita dentro la  fica; è entrato come un coltello caldo sul burro; ho subito gemuto, ho preso le sue dita e le ho spinte ancora più in fondo; avevo la testa rovesciata e mi godevo quel ditalino godurioso; le sue dita mi scombussolavano.

Ho goduto violentemente e inarcandomi come una porca;  Gianfilippo ha tirato fuori le dita dalla mia fica, lasciandomi un senso di vuoto, e me le ha portata alla bocca…dita che ho avidamente leccato e succhiato guardandolo negli occhi. Gli deve essere piaciuto il mio orgasmo perché aveva davvero una bella bozza che gli deformava i pantaloni.

Naturalmente non ho perso tempo e ho appoggiato subito la mia mano sulla promettente sporgenza, gli ho slacciato il pantalone ed è saltato fuori un cazzo di notevoli dimensioni, molto più grosso di quello di mio marito, sia in lunghezza che in circonferenza; avevo già l’acquolina in bocca, mi sono messa in ginocchio sul sedile, mi son tolta il mini vestito che indossavo, quindi mi sono chinata e ho cominciato a leccare la cappella; aveva un buon sapore e profumo; poi l’ho ingoiato succhiandolo e risucchiandolo ben bene;

non c’è l’ho fatta a prenderlo in gola fino alla palle, era troppo lungo e avevo paura di soffocare. La sua mano mi premeva sulla testa, ogni volta che risalivo fino alla cappella la sua mano mi spingeva la testa verso giù, un vero pompino da gola profonda. Con la mano libera Gianfilippo mi torturava i seni, li stringeva e li strapazzava, di tanto in tanto si divertiva a pizzicarmi con forza i capezzoli, facendomi gridare dal dolore, grida che naturalmente erano soffocate dal suo cazzone che era piantato nella mia gola.

Non contento quel porco dopo avermi torturato i seni mi ha insinuato di nuovo le dita in fondo alla fica; adesso cominciavo ad essere davvero sovraeccitata; le sue dita e il suo cazzo in gola mi facevano perdere l’orientamento e non appena ho sentito che la sua mano mi liberava la testa mi son subito staccata da lui, ho tirato fuori dalla borsetta un preservativo e glielo ho messo sul grosso cazzo...

Lui era seduto sul sedile del conducente, dopo di che mi sono messa a cavalcioni su di lui, ho preso il suo cazzo alla base, l’ho indirizzato alla mia fica e mi ci sono impalata pian piano; volevo gustarmi ogni centimetro del suo lungo cazzo, ma non avevo fatto i conti con Gianfilippo che la pensava diversamente da me; mi ha messo le mani sulle spalle e mi ha spinta forte verso il basso.

Il suo cazzo mi è entrato tutto in profondità fino a che ho sentito le palle sbattermi sulla fica, mi ha strappato un grido, un misto di dolore e piacere che mi ha annebbiato la vista, mi riempiva completamente, e mi dava un senso di reale riempimento, in questa posizione ne ha approfittato nuovamente per torturarmi i seni, stavolta ha utilizzato anche la bocca per farmi impazzire perché alternava slinguate a dei veri e propri morsi sui capezzoli; il suo grosso arnese mi squarciava, entrava in profondità, lo sentivo dentro come mai era accaduto,

ma non mi bastava, volevo sentirlo ancora più dentro, come una vera vacca da monta.

Mi sono allora alzata e mi sono messa alla pecorina sul sedile del passeggero dando la faccia al vetro e il culo a quel maiale di Gianfilippo, ha capito immediatamente cosa volevo, si è inginocchiato anche lui, mi ha appoggiato la cappella turgida sulla fica e ha spinto, questa volta piano piano, ed ho finalmente assaporato ogni centimetro del suo bel cazzo, che  non appena è stato tutto dentro ha cominciato ad accelerare i movimenti fino a martellarmi come una furia.

Io indietreggiavo col culo a ogni suo colpo per sentirlo ancora di più; i suoi colpi erano possenti e profondi allo stesso tempo e per la foga sbattevo la fronte sul finestrino, ma non mi importava nulla perché finalmente stavo godendo come non avevo mai goduto.

Ma è stato in quel preciso momento che il mio sguardo è andato fuori dall’autovettura ed è stato allora che ho visto mio marito, fino a quell’istante mi ero proprio dimenticata di lui e del nostro piccolo gioco erotico che mi aveva portata ad essere in quella macchina a farmi scopare come l’ultima delle puttane.

Era fermo a pochi metri dalla macchina, e cosa che mi ha stupita, aveva il cazzo in mano e si stava masturbando lentamente, gustandosi lo spettacolo perverso della moglie che si faceva montare, io invece non sapevo più che fare, sono rimasta immobile, timorosa della sua reazione, lui invece è rimasto impassibile, mi guardava dritto negli occhi e si toccava.

Gianfilippo dal canto suo non deve essersi accorto di nulla perché continuava a martellarmi, almeno così credevo, perché ad un certo punto il finestrino lato passeggero si è abbassato, mio marito si è avvicinato, mi ha premuto il cazzo sulla bocca che ho automaticamente aperto inghiottendolo tutto; adesso avevo un cazzo nella fica e uno in bocca, ed ero davvero confusa dalla situazione, pensavo che mio marito mi avrebbe fatto una super scenata di gelosia e invece era li che mi scopava la bocca.

Ad ogni colpo in avanti di Gianfilippo mio marito spingeva il suo cazzo in gola; ero il loro oggetto sessuale, la loro porca; allora ho deciso di prendere io la situazione in mano, mi sono staccata da loro, ho aperto lo sportello e sono scesa e portandomi davanti il cofano della macchina, mi sono chinata; i due uomini mi hanno presentato i loro cazzi che ho subito preso in mano e ho cominciato a succhiarne uno e masturbare l’altro...

Ho tolto il preservativo a Gianfilippo per gustarmelo meglio e in men che non si dica mi sono trovata con i due cazzi che insieme mi forzavano la bocca, ho aperto più che potevo le labbra e li ho ingoiati insieme, uhmmm davvero meraviglioso;

li succhiavo entrambi e la mia bocca era davvero spalancata, dopo di che mi sono alzata e con sguardo vizioso gli ho chiesto di prendermi a sandwich. Gianfilippo si è sdraiato sul prato e mi sono messa a cavalcioni su di lui, mi son fatta entrare tutto il cazzo fino alle palle sulla fica, mi sono schiacciata sul suo petto e mi sono allargata le natiche con entrambi le mani, mio marito si è messo in ginocchio dietro di me, ha sputato sul mio buchino, ha puntato la cappella sul mio culo e lo ha affondato tutto d’un colpo facendomi gridare di dolore.

Era la vendetta di quel porco di mio marito, ma ero felice perché mi stavo godendo due cazzi fantastici nei miei buchi; i due porci ci davano davvero dentro, mi scopavano a gran colpi di cazzo e i miei due buchi emettevano dei rumorini indecenti che facevano capire lo stato della mia eccitazione. Cercavo di inarcare al massimo le reni per sentirli il più possibile in fondo a me; poi la situazione è precipitata perché mio marito mi ha sollevato di forza e mi ha girato; mi sono ritrovata col cazzo di Gianfilippo puntato sulla mia rondella...

Ho cominciato a urlare perché non volevo il suo grosso arnese nel culo che mi avrebbe lacerata, ma i due maniaci non mi hanno ascoltata e mio marito adesso mi spingeva con forza verso il basso per farmi entrare tutto il manganello dentro, centimetro dopo centimetro mi dilatava le carni e mi sfondava, mi stava impalando e io urlavo, un misto di dolore lacerante e piacere fisico-celebrale; ho afferrato il cazzo di mio marito e me lo sono ficcato in fondo alla fica fradicia; ora ero davvero dilatata, il cazzo di Gianfilippo mi squarciava il culo e mio marito mi riempiva la fica...

Adesso ero io che scopavo loro, mi muovevo come una ossessa, la mia fica sbrodolava dal piacere, acceleravo sempre di più, i due cazzi si muovevano all’unisono regalandomi piaceri mai provati; ho chiesto a mio marito di riempirmi di sperma caldo; lui ha incalzato il ritmo, ora mi sbatteva con violenza, fin quando si è irrigidito, ha tirato fuori il cazzo e dei lunghi fiotti di sperma mi hanno raggiunto i seni e la faccia... Uuhmm, il suo sperma era bello denso e caldo; ho raccolto tutto con le dita e me le sono portate in bocca leccandomele tutte e guardando il mio maritino che era sfinito...

Gianfilippo invece ha continuato a spaccarmi il culo con colpi possenti, ma volevo sentire anche il suo sperma caldo colarmi dentro, mi sono quindi curvata in avanti ho stretto la mia rosellina e ho cominciato a cavalcarlo come una puledra, sentivo le sue palle che mi sbattevano nelle chiappe, andavo su e giù coma una vacca fino a quando non ho sentito le sue mani che mi bloccavano i fianchi e urlare Gianfilippo; aveva goduto nel profondo del mio culo, una cosa meravigliosa...

Adesso sentivo il suo cazzo che fino a qualche istante prima mi dilatava afflosciarsi dentro al mio culetto; mi sono alzata pian piano e il suo sperma è colato giù dal mio culo sulla sua pancia e sulle sue palle, non ho potuto fare a meno di chinarmi per leccare e ripulire tutto… Sono andata a baciare subito mio marito, lui mi ha abbracciato affettuosamente e ci siamo diretti verso la macchina, ma prima di salire mio marito si è girato verso l' auto dove fino a qualche istante prima stavano scopando e ha esclamato….”ciao Gianfilippo, ci vediamo domani in ufficio”…

Quel grandissimo porco di mio marito aveva organizzato tutto per fami sentire quello che realmente sono, UNA PUTTANA DA MARCIAPIEDE.

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