Dopo aver pubblicato l'annuncio ho ovviamente ricevuto molte risposte. L' annuncio riportava i soliti requisiti di igiene, pulizia, consapevolezza del proprio ruolo all'interno del gioco, di responsabilità e capacità di dar vita, interpretandole, a sensuali e piccanti fantasie erotiche. Cercavo due o tre singoli per la mia Dea, che in questa occasione aveva piacere di condurre un gioco al "buio", complice una benda.
Così recitava testualmente il Last Minute pubblicato su internet. Una mezza verità, o una mezza bugia.Rispondendo ad alcuni ho suggerito loro di vestrisi in maniera sportiva e casual, ad altri ho consigliato un abbigliamento classico ed elegante: volevo una rappresentanza il più eterogenea possibile. A tutti, però, ho chiesto di non indossare mutande sotto i pantaloni: la fa impazzire il veder saltar fuori il membro eretto dalla patta, senza alcun impiccio di mezzo.
Finalmente è arrivato il giorno dell'appuntamento e nel primo pomeriggio ho accolto gli ospiti in una villa isolata, poco fuori città. Bimba aspettava dentro, vestita di una gonna a tubino nera sopra al ginocchio, una camicetta aderente di seta fucsia, guantini di pizzo tagliati sule dita e un grazioso cappellino con tanto di velo, che le teneva raccolti i capelli. Un paio di scarpine nere di vernice con tacco e décolleté completavano l'opera d' arte.
Ho accolto i pretendenti in veranda, stupiti di trovarsi in sette, mentre l'annuncio parlava di due, massimo tre presenti, oltre a me. Schiarendomi la voce ho richiesto la loro attenzione: si trattava di un gioco bendato, questo sì, ma la benda in questione non era affatto per Dea, bensì per ognuno di loro. Li avrei fatti entrare e accomodare in casa, quindi bendati, poi avrei introdotto Dea, che avrebbe scelto due di loro. I prescelti soltanto avrebbero potuto toglersi la benda e partecipare al gioco d'amore, quindi solo chi veniva succhiato dalla Dea. Una volta che lei avesse scelto i suoi due giocattoli, era concesso ai restanti esclusi di poter rimenere ad osservare, magari menandosi e donando il proprio sperma per il suo piacere.
Quando mi sono alzato per entrare in casa, mi hanno seguito, tutti d'accordo a giocare secondo queste regole. Ho consegnato loro le bende, controlando che fossero legate ben strette, in modo da non barare , sbirciando... Poi ho annunciato l'ingresso di Dea, che è entrata in punta di piedi, trattenendo quasi il respiro; mi ha sorriso, divertita dalla situazione un pò surreale, mentre gli astanti salutavano nella direzione dalla quale percepivano i suoi movimenti. Raggiunto il centro stanza del proscenio, anche se nessuno poteva vederla, si è guardata intorno, battendosi con fare sexy il ditino sulla guancia e osservando con calma i sette uomini.
Un tizio, in piedi, ha subito attirato la sua attenzione: era alto, capelli castani corti e indossava jeans e una corta camicia elegante con colletto e polsini di foggia particolari, fuori dei pantaloni. Bimba gli si è avvicinata, salutata da lui, che ne avvvertiva la presenza. -Ciao- la voce di Dea era calma e goduta e sfiorando sui jeans all'altezza del pube, ha aggiunto: -Quando e se torno da te, lo voglio trovare duro-
Un altro dei presenti, vestito in maniera elegante, ha colpito con certezza la sua curiosità. Bimba mi ha sorriso, gattonando fino alla poltroncina dove era seduto, quindi si è appoggiata alle sua ginocchia, costringendolo a scavallare ed aprire le gambe; protendendosi in avanti, fino a sfiorare con il viso la stoffa sottile del vestito in corrispondenza del membro.
Il tour è proseguito verso il letto, dove si è fatta più aggressiva. spingendo indietro i due che sedevano l'uno acccanto all'altro sul bordo, costringendoli a sdraiarsi e armeggiando immediatamente con le patte dei pantaloni. Le esclamazioni di piacevole stupore che ne sono seguite hanno come frustato i sensi vigili di tutti gli altri, pompando eccitazione nel sangue. Sono saltati fuori due bigoli già barzotti, uno molto storto, l'altro più longilineo, anche se più corto. La Dea li ha massaggiati con dolcezza, li ha annusati, presi con entrambe le mani, sfregando il pizzo sulle aste e sulle cappelle, strappando commenti di sorpresa e ammirazione.
Il gioco si accende.... Si stava bagnando al punto di infradiciare le mutandine e le cresceva dentro la voglia di assaggiare. assaporare; lo vedevo da come li menava, soprattutto quello strorto. Era già in procinto di gustarlo, ma si è fermata all'ultimo istante, con la punta della cappella già nell'incavo della bocca aperta; si era ricordata delle regole e dei due promettenti candidati ancora da saggiare in attesa del suo ritorno e dei restanti tre che avrebbero potuto regalarle piacevoli sorprese. Il quasi prescelto aveva intuito la particolare attenzione intorno al suo uccello, espirando forte la sua delusione quando la magia e i pizzi si erano allontanati dalle sue parti intime. Bimba ha saltato il terzo uomo seduto sul letto e, accucciatasi fra le ultime due sedie. ha chiesto gentilemnte ai due fortunati di aprirsi le patte.
I due cazzi che ne sono usciti erano decisamente più duri dei precedenti, entrambi abbastanza ricurvi, uno particolarmente nodoso. Pugni esperti e consumati si sono stretti sulle verghe, manando una vigorosa sega, in un esplicito invito a partecipare, ad assaggiare. La Dea ha afferrato quello nodoso, estraendo i coglioni dalla patta e, tenendoli dolcemente in mano, seguiva il ritmo della sega con la sua manina che sembrava minuscola, aggrappata a quella possente asta.
- Mhhhh... brava, hai guanti di pizzo... sei un' elegante buongustaia, mi piacciono quele così. Dai, segami così... fammi godere.... - Si sono subito levati commenti e mormorii vari, quindi Bimba si è presa cura anche del dirimpettaio, poi si è alzata decisa: - Magari torno dopo... o magari no... - Ha puntato di nuovo su quello in piedi e sbottonandogli i jeans ha trovato un bel bigolo, per lunghezza e circonferenza. Lo ha segato con cura per qualche momento, poi, afferrandolo, ha trascinato il malcapitato verso la poltroncina dove sedeva l'uomo elegante, radunando così le sue predeed esclamando:
- Ho la fichetta fradicia e ho voglia di godere... -
Si è arrampicata sul mobile adiacente alla poltrona, ha sollevato una gamba passandogliela dietro alla testa e tirandolo a sé, si è tirata su la gonna, stendendosi scivolando sul legno lucido e laccato, in modo che quelo potesse raggiungere con il viso il suo fiore eccitato che stava sbocciando di umori; infine ha strattonato il tipo ancora in piedi, portandolo davanti al viso. Mi guardava, da quella posizione conturbante, da foto, mentre si godeva baci e carezze sulle gambe, lisce e profumate, menando lentamente il bigolo che vibrava in punta, davanti alla sua bocca.
- Bravo, così... piano, non avere fretta, il mio paradiso ti aspetta, caldo e voglioso... -
Poi gli occhi le sono diventati liquidi sotto lo scavare curioso della lingua nele sue carni vive, ha alzato leggermente la testa in modo che il velo del cappellino si appoggiasse sulla verga e lasciasse scoperto il volto per un intimo tete-a-tete e le labbra si sono chiuse sulla cappella turgida.
Il pizzo dei guanti spiccava elegantemente sul membro in tiro, infilato per metà nella bocca e cinto da labbra di rosa. Lei lo ha fatto scivolare fuori, leccandolo sul filetto e battendolo sulla lingua, con uno sguardo da troia che sembrava dire che senza cazzo in boccca proprio non poteva vivere.
-Sei fantastica! Mai avuta una sorpresa così bella... -
Si è sbottonata la camicetta, lasciando prima intravedere il regiseno elaborato, per poi lasciare le tette libere di godersi il contatto con la pelle tesa, calda, umida e odorosa del glande. Intorno a me si agitavano, ancora tutti bendati, i restanti spasimanti, contorcendosi dalla voglia, mentre origliavano il risucchiare della Dea. il suo gemere sotto la leccata di fica, gli apprezzamenti che le venivano rivolti dall'unico fortunato in grado di vedere, oltre sentire, quanta grazia poteva venire profusa in un pompino. Scesa dal mobile ha fatto alzare dalla poltrona l'ospite, acccomodandosi al suo posto e mentre mi alzavo in una dimensione che mi sembrava da sogno, si è affrettata a liberare dai pantaloni il cazzo gonfio dell'uomo ancora bendato, rendendo definitiva la scelta dei partecipanti al gioco. Mi sono avvicinato a lei guardandola negli occhi, e:
-Signori, la Dea ha scelto...Potete togliervi le bende e restare a guardare. Ora potete rimanere, donandole il piacere delle vostre eiaculazioni, o andarvene. A voi la scelta.-
Lei, con due bigoli dei quali prendersi cura, ha sporto il bacino in avanti, in modo che io potessi penetrarla. L' ho aiutata a liberarsi della camicetta, del reggiseno e della gonna, lasciandole solo le scarpe e il grazioso cappellino che con il suo velo traforato che le copriva metà viso, rendeva ancora più voluttuosi gli sguardi che lanciava in preda alla folle passione.
Sono entrato lentamnente, fino a fondo corsa, non prima di aver sfregato sul clitoride gonfio e sporgente. Ho visto gli occhi di Bimba brillare ogni volta che veniva appellata con termini esplicitamente volgari e lei, a dimostrazione di quanto fosse tutto vero che in quel momento si sentisse la regina di tutti i piaceri che otto uomini potevano regalarle, se ne stava bocca e mani aggrappata ai due cazzi, mugolando di piacere e subendo i miei colpi nella fica. Gli altri si sono avvicinati, resi intraprendenti dall'eccitazione che ormai scorreva nel sangue, facendosi sotto alle sue tette, ai capezzoli turgidi, accarezzando, strusciandoci sopra i membri prossimi a rilasciareil loro dolce premio. Facendosi spazio, ormai al culmine del piacere, qualcuno le ha riversato addosso un abbondante carico, ricoprendole le tette, il collo, la pancia, mentre alcuni schizzi hanno raggiunto la velina del cappellino, imperlandolo di lucide gocce, che colando evidenziavano la trama del tessuto, fino a rotolarle sulle guance e poi giù, lungo il viso.
Lei ha mugolato quello che è parso a tutti un sì, lungo e trascinato, poi è esplosa di piacere, inarcandosi ed eccitando così ancor più gli spettatori, strapppando loro un boato liberatorio. I due prescelti sembravano sinceramente e piacevolmente stupiti da quella straordinaria manifestazione orgasmica, ma hanno continuato a godere di un sontuoso pompino appena Dea si è riaccomodata sul sedile, con le gambe ancora aperte e spalancate davanti a me , che accucciato ho incominciato a lappare, a mangiare da quella fica gonfia sgocciolante orgasmo e ancora voglia, palpandola, tastandola con labbra, lingua, dita, perfino con il naso. Gli altri intorno si menavano di fronte alla scena, appellandola in tutti i modi sconci ed eccitanti allo stesso tempo, ogni qual volta afferrata una verga che le si strusciava sul seno, la menava con forza.
Mi sono bevuto tutto lo suo nuovo orgasmo, mentre lei succhiava avidamente, segava fino a farsi sborrare ancora addosso, raccoglieva e si spalmava lo sperma arrivatole sul viso, protendendo anche la lingua fino a toccare la velina ormai apesantita, zuppa e stillante seme caldo. Giratala sul sedile, le ho afferrato le natiche, strizzandole e allargandole, mettendo in bella mostra le sue irresistibili grazie. Lei, appoggiata allo schienale della poltrona, arrivava giusto aprendere in bocca il cazzo del tizio dal vestito elegante.
-Ti piace farti scopare in bocca mentre cazzi duri anelano di pompare la tua bella fichetta, eh?-
La mia voce era divertita, mentre ammiccavo al tipo in jeans, facendoli cenno di prendere il mio posto a poppa della nave e di manovrare il timone, facendola godere ancora. In effetti Bimba restava indolentemente ferma, con le mani dell'uomo saldamente piantate e la bocca aperta il giusto per farsi scivolare dentro e fuori il bastone duro, al ritmo di un frenetico dondolare del bacino glab e sormontato da addominali scolpiti. L' ultimo movimento si è arrestao a fondo corsa, fin quendo i coglioni non hanno toccato le labbra, dopo un attimo di attesa si è tirato indietro, lentamente, sospirando ammirato alla vista del suo membro lucido da filoni di saliva.
Mi ha allora gentilmente lasciato il posto, mentre io continuavo a commentare la scena: -Certo che l'essere al centro di tutte queste attenzioni non può far altro che farti sentire più troia che mai..- Mi ha guardato per un attimo, poi mi ha leccato la cappella lucida di rugiada, proprio nel momento in cui veniva penetrata da dietro, Ho passato il glande sul velo, raccogliendo quanto più sperma possibile sulla punta, e gliel' ho dato da ciucciare. I miei complici continuavano ad accarezzarla con i loro bigoli in tiro, venendole poi ancora addosso, sulla schiena, sul culo, ansimando goduti nello svuotarsi i coglioni alla vista di quella femmina meravigliosa che sapeva godere come mai avevano visto prima nella loro vita.
La Dea continuava a sorbire succo dalla mia cappella, aggiungendo ogni tanto ampi colpi di sega. come se quel gesto potesse far aprire un magico rubinetto dal quale attingere il nettare di cui era ghiotta. Godeva per i decisi colpi che riceveva nella vagina e sfilatasi i guanti di pizzo ormai impregnati di umori, con la mano un pò si stringeva una mela, tenendola larga, un pò si spalmava lo sperma sulla pelle nuda, cercando anche quelle aste birichine che di tanto intanto tornavano a schizzarla di caldi brividi bagnati.
-Ti sta scopando bene, Bimba? Hai ancora voglia di sborrra, vero? Vero che hai ancora una gran sete...? - / - Sii, voglio bere.. Dammene ancora nella mia bocca, ti prego.. voglio gustarla tutta mentre godo.. SI ii.. godo... ooooh -
Le ho tolto il cazzo di bocca masturbandomi con la cappella appoggiata sulle sue labbra, per poi inondarla con due colate bianche e dense ad avvolgerle la lingua, scivolando in bocca, riempendola; ho visto il mio sperma farsi bolle tra le labbra strette, mentre le soffiava fuori, giocandoci. E come una marea il liquore lattiginoso ondeggiava fluttando nella sua bocca, tutto ormai sotto la lingua, prima che Dea deglutisse, ingoiando, per poi leccarsi le labbra impiastricciate di bianco. Bimba si è piantata a fondo sul cazzo che la stava facendo godere, roteando il fondoschiena e abbandonandosi all'orgasmo:
-Ancora ahhaah... voglio sentirvi schizzare ancora... ancora -
Quello dietro di lei ha ripreso a martellarla, ormai ad un passo dal sospirato traguardo e poi, urlando, è uscito appena un secondo prima di venire, riversandole copiosi fiotti sulla schiena e sul collo; poi ha fatto il giro, lasciando il suo posto al compare, che aveva continuato a masturbarsi mentre lei mi beveva. Alzandole di nuovo la velina, ormai inamidata di sborra, ho goduto la vista dei suoi occhi che sembravano dirmi, fra un quasi senso di colpa ed una scontata remissione del peccato , che in fondo non poteva farci nulla se le piaceva così tanto godere e prendere cazzi e ripulirli, una volta che si erano svuotati. L'ho fatta alzare e sorretta, accompagnandola sul letto: sculettava, ondeggiando con fare sexy e provocante sui tacchi, mentre ancora del seme le colava dalla schiena sulle natiche e mani la accarezzavano, tra i complimenti di voci infoiate, e uccelli eretti che la seguivano come in processione. L'ho guidata a stendersi supina, indicando al gruppo di disporsi sui lati, quindi l'ho scopata ancora con gusto, forte e piano, ora appena abboccato, ora con violenti affondi, mentre lei ancora si dedicava all'opera di lucidatura e ripulitura delle cappelle dei due primi scelti.
Tette in preda a mani avide, palpate e strizzate, cosi come i capezzoli, sbattuti dai cazzi come fossero chiodi da piantare e mentre dietro di me le voci ormai rotte dai ripetuti orgasmi sottolineavano le ultime sborrate su tette, pancia e sul fiore carnoso che immaginavo ancora aperto dal desiderio, ho ripreso a menarmelo dando il ritmo a quelli che ancora volevano venire, fino a quando non abbiamo raggiunto all'unisono il punto di non ritorno.
Ho muggito, mischiando la mia voce al coro generale, schizzando con violenza e poi lunghi tremiti, tutto lo sperma accumulato in quel pomeriggio di piacere, che unito a quello di altri due ha imbrattato i suoi capelli, disegnandole una calda e spessa maschera di sborra sul viso, che pronta lei modellava spalmandola con le nostre cappelle e raccogliendo il liquido seminale verso la bocca, ingoiandolo e suggendo ancora dalle punte ormai esauste le ultime gocce, facendosele sgocciolare sulla lingua, fino a quando non si è seccato il poco non inghiottito, facendole tirare la pelle del viso.
Mi sono steso al suo fianco, accarezzandola e sussurrandole quanto fosse stupenda, magnifica; coccolandola, mentre gli ospiti raccoglievano il vestiario sparso, ricomponendosi per tornare alla vita di tutti i giorni, dopo averci salutato, alcuni addiritura omaggiando di un baciamano Dea, imprimendosi nella mente la visione divina di lei, che con occhi ancora sognanti si rannnicchiava sul mio petto, cercando i miei baci.
(*) Questo racconto, inviatoci personalmente dall'autore registrato, ma presente anche su altri siti, non è coperto da copyright privatemanie. / privatemanie staff /







