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Il salotto era illuminato dalla sola lampada sul tavolo di cristallo, rotondo.
Il tappeto attutiva i rumori e le ombre profonde rendevano surreale l'ambiente.
Dal piedistallo nero partiva una catenella dorata, che legava al collo la donna, rendendole possibile il solo girare intorno al tavolino, all'interno del cerchio delle comode poltrone.
Lei aveva una coda alta e un grembiule da serva; per il resto era nuda, con la pelle accarezzata dalla luce calda e morbida. Sul tavolino una bottiglia di champagne e tanti calici di cristallo quanti erano gli uomini.

La donna servì il vino, porgendo con un inchino a ciascuno il proprio bicchiere; un maggiordomo silenzioso comparve dalle ombre, recando una piccola scatola di legno su un vassoio di argento: quando il primo uomo l'aprì, l'estasi dell'hashish profumò l'aria, quindi tutti caricarono delle piccole pipe, con calma, mentre il maggiordomo si ritirava con la bottiglia ormai vuota.
La serva si appoggiò al bordo del tavolino, osservando languidamente gli ospiti; qualcuno aveva già acceso la pipa e tirava voluttuose boccate, con sguardi lascivi diretti alle sue curve provocanti....

Lei sorrise, stendendosi con movenze da consumata puttana sul piano freddo di cristallo, in attesa.  Passarono pochi minuti e un primo uomo si alzò, accarezzo decisamente le gambe della serva, che si aprirono alla sua voglia.
Come fosse stato lanciato un segnale, altri due si alzarono e con il calice in mano, esibirono la loro erezione; il primo uomo la prese, guidando con il suo ritmo il gioco orale degli altri due, fin quando si ritrasse schizzando il proprio calice di nettare caldo.
Quindi le si avvicinò al viso, porgendole il bicchiere; lei ne centellinò il sapore, godendo nel frattempo per la lingua che languida le serpeggiava sulle labbra eccitate della fica  fradicia. E subito le venne porto un altro calice di simile succo.

Quel bizzarro brindisi si protrasse fin quando tutti i partecipanti non ebbero completato il rito. La donna, sopirando, si ritrasse nelle zone di ombra, mentre gli uomini si rilassarono nelle loro poltrone, con un sottofondo musicale  a creare atmosfera.
Il maggiordomo ricomparve, svuotò e poi riempì di nuovo le pipe, ripulì il piano di cristallo, ritirando i bicchieri, quindì portò un' altra bottiglia di champagne, accompagnato da un 'altra donna, che sorridendo si legò a sua volta la catenella al collo e versò il vino.
Era vestita esattamente come l'altra, e riempiti i calici, si stese sul tavolino; restò in silenzio, mentre occhi eccitati la spiavano, nell'attesa degli imminenti nuovi giochi.


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