Vi racconto una mia recente esperienza, realmente vissuta in un Club, del quale ometto il nome, essendo locale conosciuto; chi lo ha frequentato sono comunque certa che lo riconoscerà...
Sono appena arrivata al Club XX, nella periferia e il signor Stefano, proprietario del locale, mi ha accolto entusiasta, guardando quasi stupito il mio abbigliamento; si aspettava forse una vecchia bacchettona? Errore, perchè stasera mi sento molto trasgressiva, con i miei stivaletti alti al ginocchio, minigonna, top di paillette e spolverino corto trasparente; gli uomini ancora in coda all'entrata mi hanno mangiato con gli occhi mentre facevo il mio ingresso a braccetto del mio ospite.
Sono stata accompagnata ad uno dei tavoli migliori e prontamente servita. Ho ordinato uno WhiteSpacey, un coktail molto forte, in linea con la serata hard che intendevo vivere. Seduta a sorseggiare il drink ho soffermato il mio sguardo sul locale, godendo la vista di tutto quello che il Club XX poteva offrire: l'ambiente è molto discreto, pulito e la sua clientela eterogenea, anche se gli uomini, visbilmente arrapati, sono in maggioranza.
Provo a seguire con interesse gli spettacoli offerti da ballerine lap e spogliarelliste, ma la cosa mi annoia rapidamente; sono, pur brave, tutte profesioniste che ballano , ammicano e si mostrano per la paga, più che per passione e i brividi che dovrebbero suscitare non mi raggiungono; ai maschiettti basta forse solo questa vista, poi la loro immaginazione fa il resto, aggiungendo tinte erotiche a qualsiasi cosa sculetti loro davanti agli occhi, non fa certo testo...
Data l'ancora scarsa presenza femminile tra la clientela, sono pochi quelli che si appartano nei salottini privé; il mio cocktail è scolato e sento nascermi dentro un'idea, quindi ordino un altro WhiteSpacey, riorganizzando rapidamente i pensieri: qui ci vuole qualcosa per movimentare la serata... Lascio la nuova ordinazione a metà e mi avvio verso la passerella che si snoda fra i tavoli e inizio ballando sensualmente , ancora confusa tra le altre ragazze; ho già notato il sig. Stefano guardarmi stralunato; aspetta, il bello deve ancora venire...
Il locale è abbastanza piccolo, da permettermi di farmi udire dalla maggior parte della gente in sala anche senza microfono, quindi propongo ad alta voce la mia idea presentatami come una semplice e comune cliente, chiedo se e quanti sarebbero interessati a conoscere il colore delle mutandine che indosso; vedo Stefano fermare un buttafuori pronto a farmi scendere dal palco; adesso mi guarda con aria strana, piena di interessse e ammirazione.
Conto le mani alzate degli interessati alle mie mutandine, ma non sono ancora abbastanza. Afferro una caraffa a caso da uno dei tavoli e mi annaffio dalla testa, ricominciando così a ballare, con i capelli fradici attaccati alla schiena; il top bagnato sotto le luci emette allegri bagliori colorati, mentre la mini si attacca alle cosce umide, disegnando ed esaltando le forme del mio corpo.
Incitando i partecipanti, propongo la mia maliziosa offerta: chi indovinerà quanto prima chiesto, può prendermi lì sul palco, davanti a tutti. Esagero, aggiungendo che il premio andrà a tutti quelli che indovineranno, non solo al primo... Il proprietario, stando al gioco, mi viene in aiuto passando tra i tavoli a raccogliere le scommesse; noto sulla sinistra i clienti di tre tavoli che parlottano come complici fra loro, guardandomi con desiderio e mi sembra che Stefano, da quegli undici uomini, abbia raccolto un'unica puntata collettiva...
Incomincio a sentirmi un pò alterata dall'alcool, ma non ancora abbastanza; mi impossesso di un'altra caraffa e inizio a bere, sbrodolandomi tutta, volutamente; non riconosco neppure cosa sto assagiando, ma non ha importanza... Le scommesse sono chiuse ed è arrivato il momento di comunicare la risposta giusta al proprietario, che si fa garante e giudice.
Gli uomini si accalcano sotto di me, che sono costretta a tener chiusa il più possibile la gonna, per non rovinare la sorpresa; i clienti riuniti ai tre tavoli sono invece seduti ancora lì, tranquilli; sembrano come certi di vincere, dagli sguardi decisi e sicuri di sé.
Circa trenta scalmanati mi urlano le cose più sconce, trattenuti da un cordone di buttafuori e Stefano fa cenno di procedere, mentre la situazione si sta facendo bollente e difficile da gestire.
Mi siedo sulla pedana e alzando la minigonna, allargo oscenamente le gambe in direzione del pubblico; sotto non porto le mutandine e la vista della mia fichetta completamente rasata provoca un boato misto di delusione e eccitazione. I buttafuori spingono indietro i perdenti, invitandoli a ritornare ai tavoli, visto che lo spettacolo non è certo ancora finito.
Già, ma qualcuno avrà vinto poi? Mi volto a sinistra e noto che gli undici della scommesssa unica incominciano ad alzarsi; qualcuno ne comprende il significato e applaude, non comprendo se per complimentarsi con i fortunati o per lo spettacolo da orgia che sta per iniziare.
Io aspetto lì, ansimante e bagnata, infoiata da troia e ubriaca al punto giusto per godere di undici cazzi vogliosi e duri.
Appena il primo vincitore mi accarezza una coscia un faro mi si punta addosso abbagliandomi, per illuminare al meglio la scena e consentire la visione del multi amplesso a tutti; la sala è un sottofondo sonoro fatto di gran vociare di commenti, urli, appellativi diretti a me: - Dai, facci vedere quanto sei troia, .. fatela impazzire questa puttana... fatela gridare ...sbattetela tutta ...-
Sento la mia fica avvolta dal calore di una bocca e non capisco più nulla; mi sdraio completamente e vedo intorno a me membri scappellati, consistenti e ansiosi di essere soddisfatti. Prendo a darmi da fare con tre, quattro, cinque.. Sono troppi per una bocca sola e dovranno attendere il loro turno; mi sento afferare da braccia robuste che mi mettono sulla pedana a quattro zampe e scodinzolo felice, quasi soffocata dalla selva di cappelle che spinge impaziente sulla mia faccia; poi finalmente qualcuno mi penetra con decisione.
Inginocchiata e posseduta dal branco, non riesco a vedere molto, ma intuisco che i vincitori hanno formato un cerchio intorno alla loro preda premio, dandosi il cambio da buoni amici. Intorno la calca è turbolenta ed ho il sospetto che qualcuno sia riuscito a infiltarsi tra gli undici, cercando di approfittare da clandestino.
Sto godendo orgasmi incredibili da quando hanno preso a sfondarmi anche il culo e la mia fica non conta più quelli multipli; non so se tutti hanno fato il loro giro, ma sento sulla pelle il fiume della loro crema bianca, calda e collosa che cola copiosa ovunque.
Cerco assetata di bere tutto lo sperma che posso e che riesco a raggiungere; la mia faccia è ormai una maschera e lo sento colare sulla schiena, sulle tette, fra cosce, sull'inguine, così caldo e avvolgente, così dolce.
Ormai sono certa che a scoparmi siano stati ben più di undici uomini; li sento spingersi intorno a me per prendermi; sono sicuramente gli ultimi arrivati, preoccupati che io possa rompermi prima di aver preso anche i loro cazzi.
Sarà trascorsa un'ora, o forse di più e l'energia dei miei improvvisati amanti si sta esaurendo; mi rigiro sulla schiena per riposarmi, sguazzando nella pozza di sperma. Vedo tre ragazzi ancora ben arzilli e capisco che non è ancora finita; si avvicinano sorridendomi e mi riversano in faccia un boccale pieno a metà del loro succo di piacere; bevo tutto quello che riesco a inghiottire, spalmandomi quello che avanza sui seni, sula pancia, sulla patatina ormai patatona, gonfia, appagata ed esausta.
Il mio corpo è interamente ricoperto di sbroda lattiginosa, ho le narici sature del suo intenso aroma, la bocca piena del suo gusto mix di dolce e salato.
Mi sento troia come non mai, una porca e cagna in calore completamente soddisfatta!
Mi accascio lì dove sono, crollata. Qualche uomo viene a farmi i suoi complimenti, due mi baciano anche sulle labbra; l'ultima cosa che ho sentito e che ricordo è stata la voce di Stefano: - Forza, ragazze, venite a darle una mano. Accompagnatela alla doccia e datele dei vestiti puliti... Lei è matta, signorina Lemuel, mai visto nulla di simile in vita mia!- Girandomi l'ho scorto guardarmi con ammirazione, mentre ancora sgocciolavo dei piaceri di quella fantastica serata al club.
Mentre sto per entrare sotto la doccia, una stupenda ragazza del locale mi si è inginocchiata davanti, passando la lingua di colpo tra le labbra aperte della mia fica, strappandomi un brivido e guardandomi dal basso negli occhi, mi ha detto languidamente: - Fra mezzora ho finito, se vuoi venire con a casa mia ... -
Le ho sorriso, intrigata e sono entrata sotto la doccia ristoratrice, percependo il crescere di un nuovo languore; la notte non è ancora finita: è ancora tutta da vivere. esplorare, assaporare e godere.
*/regista/ - E poi dicono che nei club non succede più nulla di interessante... Ci racconti anche il seguito? Nota. ho omesso il nome club, che fra l'altro conosco bene, avendoci girato anche un bel video tempo fa; mi rammarico di essermi perso questo della tua calda serata, ma.. facciamo un replay?
RE:: Disponibile e lieta; speravo davvero di aver suscitato il tuo interesse e che me lo chiedessi; sapevo già del tuo video girato lì e mi eccita l'idea di essere al centro di un tuo film come protagonista... organizza pure, in email ti mando mio cell e alcune foto... sarò la tua putttana e non ti deluderò, stanne certo! Lemuel







